Gli Oculari


Un oculare è una lente o un gruppo di lenti (detto genericamente gruppo ottico) che serve da interfaccia tra l'occhio dell'osservatore e la strumentazione ottica da utilizzare (telescopio, microscopio,). L'oculare ha in genere la funzione di ingrandire l'immagine che si forma nel piano focale "dell'obiettivo" (inteso come la prima parte del sistema, quella che preleva l'immagine) e per questo è posizionato sullo stesso asse ottico, in modo che il suo fuoco anteriore coincida con il fuoco posteriore dell'obiettivo. L'oculare è progettato per la visione ad occhio nudo, anche se può essere usato in alcuni casi per la fotografia secondo una tecnica detta proiezione dall'oculare. I moderni telescopi professionali, e in quantità crescente anche quelli amatoriali utilizzati per la fotografia, non hanno oculare, ma proiettano l'immagine direttamente sui CCD presenti sul piano focale del telescopio.


Gli Ingrandimenti


L'ingrandimento dell'oculare ci dice di quante volte l'immagine osservata viene ingrandita ed è inversamente proporzionale alla sua lunghezza focale. Nel caso di un telescopio, l'Ingrandimento del sistema può essere calcolato con la formula: i = Focale Obiettivo / Focale Oculare dove: "i" è l'ingrandimento, Fob è la lunghezza focale dell'obiettivo del telescopio, Foc è la lunghezza focale dell'oculare.


Configurazioni Ottiche


A partire dall'oculare a lente singola divergente usato da Galileo Galilei, sono stati sviluppati diversi tipi di schemi tattici ottici per ottenere prestazioni sempre migliori (in termini di planarità del campo visivo, angolo di visione, aberrazione cromatica, eccetera). A seconda dello schema ottico, gli oculari oggi in uso possono essere composti da due lenti (nei più semplici ed economici), da tre, quattro o addirittura otto lenti in alcuni modelli dotati di un grande campo apparente (i cosiddetti ultra-wide). Un dato modello può essere più adatto di un altro per certi tipi di osservazioni o di telescopi. Vediamo di seguito i vari tipi di oculare utilizzati in campo astronomico.


Huygens


   La sigla di questi oculari è: H.


Nel XVII secolo, Christiaan Huygens aveva compiuto importanti ricerche sull'ottica e inventò un nuovo tipo di oculare formato da due lenti piano-convesse, che dimostrò la possibilità di correggere l'aberrazione cromatica. Le due lenti sono dette lente dell'occhio e lente di campo, per la posizione in cui si trovano rispetto all'occhio dell'osservatore. Questo oculare era adatto a telescopi con rapporto focale f/10 o maggiore. Dopo questa invenzione, vennero realizzati oculari sempre migliori e oggi l'oculare di Huygens è obsoleto, anche se è ancora possibile vederlo commercializzato in corredo ai telescopi più economici, inoltre è ancora usato in microscopia. Sebbene venga corretta l'aberrazione cromatica trasversale, quella longitudinale è ancora presente, insieme all'aberrazione sferica e l'astigmatismo, per cui l'immagine è buona solo al centro. Come difetto ha anche un'estrazione pupillare limitata, che costringe ad avvicinarsi di più all'oculare, rendendo perciò più scomoda l'osservazione. Inoltre ha un campo apparente ridotto (dai 25 ai 40°). L'oculare di Huygens è un oculare negativo, perché il suo piano focale cade all'interno del sistema delle lenti: non è possibile inserire un reticolo per le misurazioni, ma in compenso si notano meno le eventuali piccole particelle di polvere che si depositano sulle lenti. Una variante migliorata è quella di Mittenzwey (sigla HM), creata nel XIX secolo, in cui la lente di campo è convessa-concava. Questa variante è adatta per telescopi f/8 in su.

 

Ramsden


                                                                                           La sigla di questi oculari è: R.


Jesse Ramsden inventò il suo oculare nel 1783. Anche questo oculare è composto da due lenti piano-convesse, ma le due lenti rivolgono le parti convesse l'una verso l'altra e hanno una focale uguale. Questo oculare è più adatto ad obiettivi più luminosi, rispetto al precedente, inoltre è adatto all'inserimento di reticoli o micrometri. Il piano focale è molto vicino alla lente di campo e renderebbe subito visibile ogni particella di polvere che si posasse sulle lenti, perciò, per risolvere un poco questo e altri inconvenienti, le due lenti vengono avvicinate, peggiorando tuttavia l'aberrazione cromatica e quella sferica. Anche nei Ramsden l'estrazione pupillare è molto ridotta, ma è un poco maggiore rispetto agli Huygens, mentre il campo apparente è simile (30-40°). I Ramsden mostrano più aberrazione cromatica trasversale rispetto agli Huygens, ma meno aberrazione cromatica longitudinale, aberrazione sferica e distorsioni, infine non hanno coma. Anche questo schema ottico viene usato per la realizzazione di oculari molto economici, comunque utilizzabili per le osservazioni planetarie: i pianeti infatti occupano un campo molto piccolo, mentre l'oculare assorbe poca luce, avendo solo due lenti.

 

Kellner


                                                                                           La sigla per questi oculari è: K


Carl Kellner disegnò il primo oculare acromatico moderno nel 1850. Questo oculare consente di scendere fino a f/6 con buone prestazioni. Usa tre lenti e ha uno schema molto simile a quello di Ramsden, ma si differenzia per il fatto che la lente dell'occhio, anziché essere una semplice lente piano-convessa, è un piccolo doppietto acromatico, che elimina il cromatismo residuo. Come i Ramsden, c'è l'inconveniente della polvere che diventa visibile, quando si posa sulla lente di campo, ma il campo apparente è un poco maggiore. Questi oculari sono ancora relativamente economici e forniscono buone immagini ad ingrandimenti bassi e medi, indubbiamente superiori a quelle degli Huygens e dei Ramsden. Gli oculari Kellner di qualità, ben trattati e col barilotto opacizzato internamente contro le riflessioni, sono considerati ancora oggi dei validi oculari.


Ortoscopico


                                                                      La sigla per questi oculari è: Or (talvolta O oppure Ortho)


Ernst Abbe creò nel 1880 un oculare a quattro lenti, che ora è conosciuto come oculare di Abbe o ortoscopico. Un tripletto fa le veci delle lente di campo, mentre quella dell'occhio è una singola lente piano-convessa. Questo oculare è adatto anche a rapporti focali più luminosi (ad esempio f/6); ha una buona estrazione pupillare e un'ottima riduzione delle aberrazioni e soprattutto delle distorsioni. È considerato il migliore oculare come qualità d'immagine, con un campo discreto, paragonabile a quello dei migliori derivati del Kellner (fino a 50°); ma attualmente vengono preferiti altri modelli ed esso è utilizzato per lo più nelle osservazioni planetarie. Oculari ortoscopici vengono montati anche su binocoli e cannocchiali.


Plössl


                                                                                           La sigla per questi oculari è: Pl


Georg Simon Plössl creò questo oculare a quattro lenti, disposte in due doppietti acromatici, nel 1860, basandosi sullo schema di Kellner, ma solo dopo la seconda guerra mondiale la Clavé di Parigi iniziò a produrne in serie. Questo oculare ha prestazioni che si avvicinano a quello di Abbe, ma è più facile da costruire; alcuni modelli (Super Plössl) possono avere 5 lenti ed hanno un campo apparente un poco più ampio (fino a 55°). Lo svantaggio principale dello schema ottico Plössl è la sua corta estrazione pupillare, soprattutto con gli oculari aventi lunghezze focali minori (quelle usate per gli alti ingrandimenti), con i quali l'osservazione diventa particolarmente scomoda. Attualmente è il tipo di oculare più venduto, ma la qualità può variare molto da modello a modello; infatti esso richiede un vetro di qualità e la necessità di lenti convesse e concave che combacino perfettamente per evitare riflessioni interne; quindi si riscontrano differenze di prestazioni evidenti fra i Plössl economici, dotati tra l'altro dei trattamenti antiriflesso più semplici, e quelli di qualità.


Erfle e König

     

                                                                                       La sigla per questi oculari è: Er


Heinrich Erfle inventò questo tipo di oculare a grande campo durante la fine della prima guerra mondiale, nel 1917. Questo oculare è caratterizzato da una lente dell'occhio molto grande e da un'ottima estrazione pupillare, che lo rende molto comodo; inoltre ha un campo apparente di 60°; di contro, ad ingrandimenti elevati soffre di astigmatismo e di immagini fantasma. Gli Erfle sono molto usati anche nei binocoli. Anche la Goerz, una società di strumenti ottici e fotografici fondata a Berlino nel 1886 propose un oculare con un campo che arrivava a 75°. I König (dal nome dell'ottico tedesco Albert König) sono una variante dell'Erfle e possono arrivare a 70°. Gli Erfle, nelle loro varianti, possono avere da 5 a 7 lenti.

VOLPETTA – VULPECULAE – VUL

La Volpetta è una debole costellazione settentrionale situata al centro del Triangolo Estivo, un asterismo formato dalle stelle Deneb, Vegae Altair. La costellazione si estende nella regione in cui la Fenditura del Cigno termina a sud, incrociandosi con la Fenditura dell'Aquila; l'area di cielo in cui si trova è dunque fortemente oscurata dalla polvere interstellare, qui particolarmente densa. Nel 1967 all'interno della costellazione della Volpetta è stata scoperta, da parte di Antony Hewish e Jocelyn Bell, da Cambridge, la prima pulsar conosciuta. Confina a nord con : Lira, Cigno; a est con : Pegaso; a sud con : Delfino, Freccia; a ovest con : Ercole.


 

MITOLOGIA

Questa costellazione fu definita nel tardo XVII secolo dall'astronomo polacco Johannes Hevelius. Era originariamente conosciuta come Volpecula cum Ansere la cui traduzione significa : la volpetta e l'oca; l'oca infatti veniva spesso rappresentata tra le fauci della volpe. Successivamente le due figure vennero considerate due costellazioni indipendenti. La costellazione dell'Oca venne poi riassorbita dalla Volpetta e l'Unione Astronomica Internazionale non la riconosce più. Il nome dell'oca rimane ad indicare la stella alfa, Anser.


 

STELLE PRINCIPALI

              Stella                Nome     Spettro    Magnitudine     Distanza A.L.
Alfa    Vulpeculae     Anser         M0              4,44                   296
13               -                 -             B9,5            4,57                   359
1                 -                 -             B4               4,76                   911

 

OGGETTI PROFONDO CIELO

                                                                 Dimensioni
                    Oggetto                   Tipo                  Magnitudine      Primi d'arco ( ' )     Dist. A.L.       Nome

                       M 27              Nebulosa Planetaria            7,5                    8,0 x 5,6             1360       Dumb-Bell

NGC 6885     Ammasso Aperto                 8,1                         18                  1950

NGC 6940                    -                            6,3                          31                  2510

UNICORNO – MONOCEROTIS – MON

L'Unicorno è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una debole costellazione del cielo invernale; la sua posizione, prossima all'equatore celeste, la rende visibile dalla maggior parte di entrambi gli emisferi terrestri. Nonostante la sua debole luminosità, è una costellazione estremamente ricca di oggetti galattici come ammassi stellari e nebulose, grazie alla presenza della Via Lattea. Nonostante ciò è facile da trovare nel cielo invernale, proprio perché si trova "incastonata" fra tre delle stelle più luminose di queste costellazioni, che costituiscono l'asterismo del Triangolo d'Inverno: Betelgeuse, Sirio e Procione. La costellazione è inoltre attraversata da un tratto debole ma esteso del piano della Via Lattea ed è pertanto molto ricco di stelle di fondo e oggetti non stellari. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi fra dicembre e aprile. Confina a nord con : Gemelli; a est con : Cane Minore, Idra; a sud con : Poppa, Cane Maggiore, Lepre; a ovest con : Orione.


 

MITOLOGIA

L'Unicorno è una costellazione moderna; si ritiene che la sua definizione risalga all'astronomo e teologo danese Petrus Plancius nel 1613, e che sia stata cartografata come l'Unicorno da Jakob Bartsch nel 1624. Wilhelm Olbers e Ludwig Ideler suggeriscono tuttavia che la costellazione sia in realtà molto più antica, perché appare già in lavori del 1564, e Joseph Scaliger l'ha individuata persino su carte celesti degli antichi Persiani. Trattandosi di una costellazione moderna, l'Unicorno non presenta un mito classico associato. L'unicorno è una creatura leggendaria, che somiglia ad un cavallo ma ha un singolo corno, spiraleggiante, posto sulla fronte. Si crede che il corno possa curare il veleno. Questo animale è stato spesso simbolo di castità e purezza.


 

STELLE PRINCIPALI

                 Stella                      Nome     Spettro   Magnitudine   Distanza A.L.
Beta       Monocerotis    Cerastes       B3             3,76                 691
Alfa                 -              Lucida           K0             3,94                144
Gamma           -             Tempestris    K3             3,99                 644
Delta               -              Kartajan        A2             4,15                 375
Zeta                -                     -             G2             4,36              1852
Epsilon           -                     -              A5             4,39                128
13                   -                     -              A0             4,47              1509

 

STELLE DOPPIE

           Stella                     A   Magnitudine   B     Separ. Sec d'arco ( " )      Colori
           Epsilon   Monocerotis   4,44                      6,72                   12,9              bianco – giallo
                Beta                -             4,60                      5,40                     7,1              azzurro – azzurro
              S                     -             4,8                        7,6                       2,9              azzurro - bianco

 

OGGETTI PROFONDO CIELO

                                                                 Dimensioni
                     Oggetto                   Tipo              Magnitudine    Primi d'arco ( ' )    Dist. A.L.     Nome

   NGC 2232     Ammasso Aperto             4,2                          29              1170

                              NGC 2237     Nebulosa Diffusa             6,0                      90 x 90          5200      Neb. Rosetta

    NGC 2244     Ammasso Aperto             4,8                          24              3000

                           NGC 2264     Nebulosa + Ammasso     3,9                          20              2450      Neb. Cono

NGC 2301     Ammasso Aperto             6,0                          12                 -

   M 50                             -                        5,9                          16              3200

NGC 2335                    -                        7,2                          12                 -

                                  IC 2177         Nebulosa Diffusa               -                        20 x 20           3260      Neb. Gabbiano

   NGC 2343     Ammasso Aperto             6,7                            6              3443

   NGC 2353                    -                        7,1                          20              3648

   NGC 2506                    -                        7,6                            8            11280

VERGINE – VIRGINIS – VIR

La Vergine è una costellazione dello zodiaco ed è una delle più grandi costellazioni del cielo. Può essere trovata facilmente grazie alla brillante Spica. La costellazione si trova a cavallo dell'equatore celeste, domina i cieli da febbraio fino a luglio, e contiene al suo interno alcune stelle molto luminose. Con un'estensione di 1294 gradi quadrati di volta celeste, è la seconda costellazione più estesa del cielo, dopo l'Idra. Storicamente la costellazione è stata associata al periodo dei raccolti, come la mietitura (da cui deriva il nome della stella "Spica", visibile dopo il tramonto verso ovest in estate) e la vendemmia (da cui deriva, ad esempio, il nome della stella "Vindemiatrix", che 2000 anni fa, a causa della precessione degli equinozi, precedeva il sorgere del Sole nel mese di settembre). La Vergine giace in una regione lontana dalla scia luminosa della Via Lattea, pertanto è possibile osservare un gran numero di galassie; in questa direzione è stata anche scoperta nel 2005 una corrente stellare forse associata a un'antica galassia nana cannibalizzata dalla nostra. La stella più prominente è Spica (α Vir), che rappresenta una spiga di frumento in mano alla Vergine; questa stella è facile da localizzare, perché può essere trovata facilmente seguendo il timone del Grande Carro verso Arturo e continuando la stessa curva. Inoltre, Spiga costituisce il vertice più meridionale dell'asterismo detto Triangolo di Primavera, che comprende anche Arturo e la più debole Denebola, nel Leone. Confina a nord con : Chioma di Berenice, Bootes; a est con : Testa del Serpente, Bilancia; a sud con : Idra, Corvo; a ovest con : Tazza, Leone.


 

MITOLOGIA

Secondo la leggenda la costellazione raffigura Astrea, la vergine figlia del dio Zeus e della dea Temi. Astrea era conosciuta come la dea della giustizia e per questo, lo strumento della giustizia, la Bilancia, si trova lì vicino. Essa amministrava il mondo in modo saggio, finché gli uomini diventarono così intrattabili che si ritirò nei cieli in disgusto.


 

STELLE PRINCIPALI

         Stella                  Nome        Spettro     Magnitudine    Distanza A.L.

Alfa          Virginis    Spica                 B1              1,04                  262
Gamma         -         Porrima             F0               2,74                   39
Epsilon          -         Vindemiatrix      G8              2,85                 102
Zeta               -         Heze                  A3              3,38                   73
Delta              -         Minelauva         M3              3,39                 202
Beta               -         Zavijavah          F8               3,59                   36
109                -                 -                 A0               3,73                129
Mu                 -         Rijl al Awwa       F2               3,87                   61
Eta                -          Zaniah               A2               3,89                250
Iota                -         Syrma                F7               4,07                  70
Kappa            -                 -                 K3              4,18                 223
Tau                 -                 -                 A3              4,23                 218
Theta              -                 -                 A1              4,38                 415

 

STELLE DOPPIE

          Stella                 A   Magnitudine   B       Separ. Sec d'arco ( " )            Colori

        Gamma    Virginis    3,48                      3,50                     2,9                     giallo – giallo

 

OGGETTI PROFONDO CIELO

                                                        Dimensioni
                   Oggetto                 Tipo              Magnitudine      Primi d'arco ( ' )       Dist. A.L.       Nome

NGC 4216             Galassia                10,2                   8,1 x 1,8          40000000

M 61                             -                        9,0                   6,0 x 5,5          60000000

NGC 4365                    -                        9,6                   6,9 x 5,0          71000000

M 84                             -                      10,1                   6,5 x 5,6          60000000

M 86                             -                        9,8                   8,9 x 5,8          52000000

NGC 4429                    -                      10,2                   5,6 x 2,6          56000000

 

NGC 4438                    -                      10,0                   8,5 x 3,2          52000000

M 49                             -                        8,4                   8,9 x 7,4          55000000

 

                     M 87                             -                        9,6                   8,3 x 6,6          56000000     G. Virgo A

NGC 4517                    -                      10,8                 10,5 x 1,5          40000000

NGC 4535                    -                      10,0                   7,1 x 5,0          54000000

NGC 4536                    -                      10,4                   7,6 x 3,2          70000000

M 89                             -                      10,7                   5,1 x 4,7          50000000

NGC 4560                    -                        9,6                   7,2 x 2,3          60000000

M 90                             -                        9,3                   9,5 x 4,5          60000000

M 58                             -                        9,7                   5,9 x 4,7          74000000

                          M 104                           -                        8,98                 8,7 x 3,5          29500000     G. Sombrero

M 59                             -                      10,6                   5,4 x 3,7          60000000

NGC 4636                    -                        9,7                   6,0 x 4,7          57000000

M 60                             -                        9,8                   7,4 x 6,0          55000000

NGC 4697                    -                        9,2                   7,2 x 4,7          55000000

NGC 4753                    -                      10,5                   6,0 x 2,8          57000000

NGC 4762                    -                      10,0                   8,7 x 1,7          58000000

NGC 5068                    -                        9,8                   7,2 x 6,3          22000000

NGC 5084                    -                      10,8                   9,3 x 1,7          80000000

NGC 5566                    -                      10,7                   6,6 x 2,2          65000000

NGC 5746                    -                      10,8                   7,4 x 1,3          95000000

NGC 5634      Ammasso Globulare       9,5                       5,5                     75000

TRIANGOLO BOREALE – TRIANGULI – TRI

Il Triangolo è una piccola costellazione dell'emisfero settentrionale, le cui tre stelle più luminose, di terza e quarta magnitudine, formano un triangolo elongato; nonostante la sua scarsa rilevanza, era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo. Il Triangolo si individua con facilità a nord dell'Ariete e poco più a sud dell'area in cui si incontrano le due costellazioni di Andromeda e Perseo; in particolare, lo si può rintracciare a metà via sulla linea che congiunge le stelle Hamal (α Arietis) e Alamach (γ Andromedae). Nonostante le ridotte dimensioni, la sua individuazione non presenta particolari difficoltà, grazie al fatto che le sue tre stelle principali sono piuttosto ravvicinate fra loro, risaltando più facilmente alla vista. La distanza dalla scia del piano galattico non consente la presenza di ricchi campi stellari di fondo, ma ciò favorisce l'osservazione delle galassie esterne. Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi compresi fra ottobre e marzo. Confina a nord con : Andromeda; a est con : Perseo; a sud con : Ariete; a ovest con : Pesci.


 

MITOLOGIA

La costellazione del Triangolo Boreale non è associata con nessuna storia mitologica.

 

STELLE PRINCIPALI

                 Stella                  Nome                 Spettro      Magnitudine     Distanza A.L.
Beta        Trianguli       Metallah                   A5                 3,00                  124
Alfa                -             Caput Trianguli        F6                 3,42                    64
Gamma         -                     -                        A1                 4,01                  118

 

STELLE DOPPIE

    Stella           A   Magnitudine   B    Separ. Sec d'arco ( " )      Colori
        6 Trianguli    4,94                       6,5                 3,8                  giallo - giallo

 

OGGETTI PROFONDO CIELO

                                                 Dimensioni
              Oggetto            Tipo        Magnitudine       Primi d'arco ( ' )     Dist. A.L.    Nome

                      M 33             Galassia            5,7                73      x   45         2900000   G. Triangolo

NGC 672            -                10,8                   7,2   x     2,6    26100000

NGC 925            -                  9,7                 10,5   x     5,9    31000000