Il Binocolo

 

 schema del binocolo 

 

 

Il binocolo è un sistema ottico formato dall'integrazione di due piccoli telescopi identici, che per funzionare al meglio devono essere perfettamente paralleli e saldamente connessi tra loro. Le cifre incise su un binocolo, per esempio 8x42, significano che lo strumento ottico ha 8 ingrandimenti, cioè fa apparire un oggetto osservato come se fosse 8 volte più vicino, e che l'obiettivo, cioè la lente più esterna o più vicina all'oggetto osservato, ha un diametro di 42 mm. I binocoli generalmente in commercio hanno ingrandimenti da 3 a 25 e diametri degli obiettivi da 20 a 100 millimetri. È dalle combinazioni tra questi fattori che risultano i diversi tipi di binocoli per le più disparate finalità d'uso. La lente più vicina all'occhio è detta oculare. Esistono due grandi categorie di binocoli, in base al sistema di costruzione e più in dettaglio in base al sistema di inversione interno utilizzato. Come nell'occhio umano l'immagine arriva rovesciata ed il cervello si occupa di "raddrizzarla", così allo stesso modo nel binocolo l'immagine osservata si presenta rovesciata ed è compito del sistema di inversione offrirla agli occhi di nuovo raddrizzata. I binocoli più tradizionali sono quelli con "prismi di Porro" (dal nome del fisico cui se ne deve l'invenzione), determinano nello strumento ottico una forma allargata. I binocoli più moderni invece devono la loro forma diritta e più slanciata ai "prismi a tetto" (dalla forma costruttiva di uno degli spigoli). I primi presentano complessità di costruzione inferiore, mentre i secondi necessitano di livelli di precisione eccezionali per poter fornire prestazioni adeguate. La costruzione sia dei prismi che delle lenti in bario ( BaK-4 ), fornisce massima luminosità ed eccezionale nitidezza anche agli angoli più lontani del campo visivo. Il minerale BaK-4 è un tipo di vetro ottico che rifrange pochissima luce, dando maggior chiarezza all'immagine. Inoltre la chiave per ottenere nitidezza, contrasto ed intensità della luce ottimali è data dalla qualità dei prismi e delle lenti. Una volta inquadrato il soggetto da osservare, una ghiera posizionata tra i due telescopi consente di mettere a fuoco per ricercare la massima nitidezza. Per chi non possiede una capacità visiva perfetta esiste la possibilità di regolare lo strumento secondo le proprie diottrie, con un'altra ghiera detta di "compensazione diottrica" posizionata sull'oculare destro o anch'essa tra i due telescopi. Nei binocoli migliori questa è addirittura integrata nella ghiera di messa a fuoco. Attraverso i valori che sono visibili all'esterno del binocolo è possibile determinare altre caratteristiche importanti, descriviamole. L'angolo di visione si misura in gradi e indica l'ampiezza dell'area che è possibile vedere per mezzo del binocolo. Può essere chiamata anche campo visivo, e si può esprimere come la larghezza dell'area visiva in metri osservata da una distanza di 1000 metri. Un vasto campo visivo rende più facile l'osservazione di eventi sportivi, paesaggi naturali, soggetti in movimento e anche l'utilizzo in astronomia. Il campo del binocolo viene indicato in gradi; es. 6° di campo reale; il campo reale a volte viene riportato in misura lineare ( es. 133 metri a 1000 metri ); in tali casi per ottenere il campo reale in gradi è sufficiente dividere la misura lineare in metri per 17,4; es.133/17,4= 7,64°; il campo reale moltiplicato per il numero di ingrandimenti (es. 7,64°per 8 X) fornisce il campo apparente (61°) che, in pratica, si identifica con la grandezza dello schermo circolare dentro il quale appaiono gli oggetti inquadrati; più il campo apparente è grande (dai 60° apparenti in su) più la visione è appagante (effetto panoramico). Generalmente si definisce grandangolare un binocolo il cui valore di campo apparente sia uguale o superiore ai 64°. L'estrazione pupillare indica la massima distanza (in mm) tra la lente dell'oculare più vicina all'occhio e l'occhio stesso, alla quale si riesce a vedere, fino al bordo, il campo inquadrato; se questa distanza è compresa nei valori di (15-20 mm), la visione sarà molto comoda; scomoda se ridotta a pochi mm.(3-4), in questo caso coloro che osservano con occhiali vedono un campo ridottissimo. Chi porta gli occhiali può scegliere un binocolo con gli oculari regolabili, questi possono essere estratti o retratti per rendere più comoda l'osservazione. Un valore importante nei binocoli è l'uscita pupillare che poi non è altro che il diametro della lente dell'oculare; il valore espresso in millimetri viene trovato dividendo il diametro della lente primaria per gli ingrandimenti. Un'uscita pupillare di 2-3 millimetri è sufficiente per vedere soggetti ben illuminati, ma se si desidera avere una visione confortevole anche in condizioni di scarsa luminosità ( osservazione del cielo notturno ), sarà necessario scegliere un binocolo con un'uscita pupillare di almeno 5-7 millimetri. Strettamente collegato all'uscita pupillare,abbiamo la luminosità relativa; con un 8x42 abbiamo un valore di 5,3 x 5,3 = 28,1. Un valore alto ci consente di osservare ottimamente in condizioni di scarsa luminosità: per fare un esempio un binocolo 7x50 che ha un valore pari a 50,4, rendendosi così ottimo per le osservazioni astronomiche. Il fattore crepuscolare è un termine di confronto ottico calcolato moltiplicando l'ingrandimento per il reale diametro della lente, ed estraendo la radice quadrata del prodotto; per l'8x42 abbiamo un valore di 18,3. Più alto è il fattore crepuscolare, migliore sarà la qualità visiva dei binocoli in condizioni di scarsa luminosità.